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Incontro con Paolo Ercolani: "La generazione ansiosa. I nativi digitali e le nuove tecnologie”

Aggiornamento: 13 mar

Locandina dell'evento
Locandina dell'evento

Il giorno 14 febbraio 2025, Paolo Ercolani, filosofo, scrittore e docente all'Università di Urbino “Carlo Bo”, ha tenuto una conferenza sul tema della "generazione ansiosa" e del rapporto che essa ha con le nuove tecnologie, intrattenendosi e discutendo con gli studenti di alcune classi del triennio del Liceo "Leonardo da Vinci" di Terracina, presso l'Auditorium "Gambacurta" dell'Istituto, per il secondo e ultimo degli appuntamenti del “Festival del Pensiero”, organizzato dalla prof.ssa Francesca Marzelli, in collaborazione con il Dipartimento di Storia e Filosofia.


Punti principali dell’incontro sono stati la dipendenza dagli schermi, l'uso futile dei social network e i rischi dell'intelligenza artificiale, individuati persino dai loro sviluppatori.

I social media e l’intelligenza artificiale inibiscono il dibattito complesso e nascondono pericoli inaspettati: l’inquinamento prodotto da una ricerca svolta con l’AI è pari a quello di un tir in tutto il suo percorso di vita, il “quoziente intellettivo” medio dei ragazzi sembrerebbe essere diminuito in modo significativo dal 2009, anno di introduzione degli smartphone, mentre l'intelligenza artificiale sta spostando sempre più potere e controllo nelle mani di poche persone, minando la democrazia.


Il professore ha, poi, coinvolto tutti ragazzi, attraverso uno stimolante dialogo volto a ragionare sulle conseguenze e le pericolosità reali dell'intelligenza artificiale e di come esse possano influenzare il futuro dell'umanità. L’incontro è stato molto interessante, poiché ha suscitato curiosità, soprattutto, per i modi colloquiali con i quali è stato condotto e per i temi affrontati, che si spera abbiano fatto breccia nelle menti dei giovani studenti e anche degli adulti…


…senza dimenticare che «avremmo potuto parlare dei lati positivi dell'intelligenza artificiale, ma, poiché il compito dei filosofi è stimolare domande e lasciare le risposte a chi è disposto ad ascoltare e ragionare criticamente», il professore Ercolani ha ricordato che è intervenuto soltanto per «rompere le scatole».


Jacopo Bono


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