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60 anni dalla prima "passeggiata" nello spazio: il coraggio di Aleksej Leonov

Immagine del redattore: Fuori RegistroFuori Registro

Nel 2025 ricorre il 60° anniversario di un evento che ha segnato una pietra miliare nella storia dell'esplorazione spaziale: la prima passeggiata nello spazio, compiuta dal cosmonauta sovietico Aleksej Leonov il 18 marzo 1965. Un'impresa audace e pericolosa, che ha aperto la strada alle future missioni extraveicolari e alla presenza umana nello spazio aperto.

Un'impresa da pionieri


Nel pieno della corsa allo spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica, il programma spaziale sovietico mirava a consolidare la propria supremazia, dopo il successo del primo satellite artificiale, lo Sputnik (1957), e del primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin (1961). Il passo successivo era dimostrare la possibilità di compiere attività extraveicolari, fondamentali per le future missioni lunari e spaziali.


Leonov, a bordo della navicella Voschod 2, insieme al cosmonauta Pavel Beljaev, uscì nello spazio indossando una tuta appositamente progettata per l'attività extraveicolare. Per 12 minuti e 9 secondi fluttuò nel vuoto cosmico, collegato alla navicella da un cavo di sicurezza. La sua impresa fu trasmessa in diretta radiofonica, destando stupore e ammirazione in tutto il mondo.


Le difficoltà della missione


Seppur straordinario, il primo “passeggio spaziale” non fu privo di difficoltà. A causa della differenza di pressione, la tuta di Leonov si gonfiò inaspettatamente, rendendo difficile il rientro nel modulo spaziale. Per riuscire a rientrare, dovette ridurre manualmente la pressione all'interno della tuta, rischiando la vita. Inoltre, problemi al sistema di atterraggio della capsula Voschod 2 costrinsero l’equipaggio a un atterraggio d’emergenza in una remota foresta siberiana, da cui furono recuperati solo dopo due giorni.


L'eredità di Leonov


Il successo della missione aprì le porte alle future attività extraveicolari della NASA e dell'Agenzia Spaziale Sovietica, culminando con le missioni Apollo sulla Luna e, in tempi più recenti, con le operazioni esterne alla Stazione Spaziale Internazionale.

Leonov continuò la sua carriera nel programma spaziale sovietico, diventando uno degli astronauti di punta dell'URSS e partecipando alla missione Apollo-Soyuz del 1975, il primo storico incontro tra veicoli spaziali statunitensi e sovietici.



Un anniversario di progresso e ispirazione


Sessant’anni dopo, la sua impresa rimane un simbolo di coraggio e innovazione: le attività extraveicolari sono oggi una componente essenziale delle missioni spaziali e il sogno di Leonov continua a vivere nelle missioni verso la Luna e Marte. Mentre l'umanità guarda al futuro dell’esplorazione spaziale, la prima passeggiata nello spazio rimane un ricordo indelebile di ciò che l'audacia e la determinazione possono realizzare, aprendo nuovi orizzonti verso l’ignoto.


A cura di Costantino Campli





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